La statua del Sileno
La statua in bronzo del Sileno, realizzata nel 1984 dal maestro Domenico Tudisco, è un segno del filo che unisce Giardini Naxos alle sue antichissime origini. Il Sileno, secondo la mitologia greca, era una divinità dei boschi e della natura selvaggia: figlio di Pan, aveva aspetto umano con coda e orecchie equine.
Era costantemente ubriaco e trascorreva il tempo inseguendo le ninfe dei boschi con atteggiamenti osceni; inventò anche alcuni strumenti musicali e se qualcuno riusciva a catturarlo raccontava storie straordinarie svelando importanti segreti.
Nella vecchiaia il Sileno allevò Dioniso, il dio del vino, ed entrò a far parte del suo corteo durante le feste e nelle vendemmie. Nella monetazione di Naxos, che iniziò intorno al 530 a. C. e fu probabilmente la più antica tra quelle delle colonie greche di Sicilia, sono largamente rappresentate le figure del Sileno e di Dioniso.
Negli esemplari più antichi all’immagine di Dioniso, protettore delle coltivazioni e del vino, è associato un grappolo d’uva che richiama la ricchezza del suolo e i vigneti dai quali Naxos traeva il suo benessere. Successivamente il Sileno, simbolo della fecondità, prese il posto del grappolo e rimase sempre presente sulle monete di Naxos fino alla distruzione della città avvenuta nel 403 a.C. La produzione di vino in questa zona continuò anche in periodo romano come ben documentano alcune anfore rinvenute negli scavi di Pompei sulle quali è impresso il bollo Tauromenium (l’attuale Taormina), città fondata nel 358 a. C. da Andromaco e dagli esuli di Naxos.
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